“Il mantenimento della diversità linguistica, in Italia e in Europa, dipende dalla trasmissione delle lingue da una generazione a quella successiva. Capire e incoraggiare il bilinguismo nei bambini è una componente essenziale di questo processo” (Antonella Sorace, università di Edimburgo).

Il bilinguismo nei bambini – come è stato dimostrato – ha enormi effetti sullo sviluppo cerebrale, che vanno ben oltre l’apprendimento in sé di due lingue. Per capire gli effetti positivi del bilinguismo nei bambini bisogna partire da un presupposto: il cervello, essendo elastico, è perfettamente in grado di gestire due o più lingue simultaneamente fin dalla nascita.

Nei primi anni di vita per un bambino apprendere una lingua è esattamente come imparare a camminare, un processo spontaneo diverso dall’apprendimento che avviene invece negli anni successivi.

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Imparare l’inglese da bambini: i vantaggi linguistici e non linguistici

Per molto tempo, la possibilità, per il bambino, di entrare in contatto con due differenti lingue è stata percepita come deficit piuttosto che come ricchezza. Diffusa era in particolare la convinzione che il bambino raggiungesse la capacità linguistica in modo confuso, e che potesse avere difficoltà in seguito a comunicare con la lingua del proprio paese di origine. Niente di più inesatto: è ormai certo che il bilinguismo, in tutte le età, ma soprattutto nei primi anni di vita, porti a dei vantaggi di tipo cognitivo e culturale.

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L’esperienza di bilinguismo nei bambini si riflette in una serie di effetti positivi in ambiti sia linguistici che non linguistici:

  • Sviluppo del decentramento cognitivo. Il bambino bilingue raggiunge una precoce consapevolezza del fatto che le altre persone possano avere una differente prospettiva dalla sua, e questo sembra dipendere dal fatto che i bambini bilingui debbano sempre confrontarsi con la “scelta” della lingua da usare con l’interlocutore;
  • maggiore conoscenza spontanea della struttura del linguaggio. Il bilinguismo permette ai bambini di notare intuitivamente la struttura e il funzionamento delle lingue. Inoltre, la conoscenza intuitiva della struttura delle lingue avvantaggia i bambini bilingue nell’apprendimento di una terza o quarta lingua.
  • maggior abilità di distinguere tra forma e significato delle parole. I bambini bilingue imparano a leggere in media un anno prima dei monolingue essendo facilitati nel riconoscimento del sistema di corrispondenza tra lettere della lingua scritta e suoni della lingua parlata;
  • maggiore flessibilità mentale e capacità di multitasking. Il bilinguismo nei bambini sviluppa un meccanismo di inibizione di una lingua mentre viene utilizzata l’altra. Questo permette loro di effettuare un rapido passaggio da un compito ad un altro quando questi richiedono attenzione e capacità di selezione;
  • al bilinguismo nei bambini vengono anche associati un aumento della capacità artistica, una migliore capacità di interpretare il mondo, un migliore rendimento scolastico e una superiore capacità di esprimersi anche nella madrelingua;
  • il bilinguismo nell’infanzia comporta vantaggi cognitivi nella terza età, essendo i parlanti bilingue in qualche modo protetti dal declino delle funzioni cognitive che in genere accompagna l’invecchiamento e comunque con effetto ritardato.

Ma per sfruttare al meglio questi vantaggi è essenziale un metodo efficace

British School Group sviluppa da decenni corsi per bambini in età compresa tra i 3 e gli 11 anni. Le classi vengono composte per fasce di età ed i docenti sono assegnati in funzione di abilità, esperienze ed attitudini particolarmente confacenti a questa particolare tipologia di studenti. Al termine di alcuni livelli si possono sostenere gli esami per il conseguimento dei prestigiosi certificati (Startes, Movers e Flyers) della University of Cambridge English.