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Statisticamente, si sa, gli italiani non sono i più preparati nelle lingue straniere. Proprio per questo, anche in inglese, spesso si lasciano spesso sorprendere da regole grammaticali basilari o da “falsi amici”. Ma quali sono gli errori più comuni? Ecco una lista dei 10 “nemici” di un italiano che tenta di parlare un buon inglese!


1) La S alla terza persona

Probabilmente l’errore più comune! Quello della “S” alla terza persona è infatti una delle regole più facili da memorizzare, ma tra le più difficili da mettere in pratica. Specialmente durante la conversazione orale. Ricordiamo allora che la S — che si utilizza anche per esprimere i verbi plurali (“dog” – “dogs”) si utilizza:

  • solo alla terza persona singolare (he, she, it)
  • solo al presente
  • solo in una frase affermativa
  • solo in assenza di verbi ausiliari (do, can, may, will)

Ad esempio: “my sister eats”

2) It’s & Its

Attenzione a questo comunissimo errore! Mentre “It’s” è la forma contratta di “It is”, “its” è il pronome possessivo di “it”. Nel primo caso si utilizza questa forma per dire che qualcosa di neutro (animali o oggetti) è. Nel secondo caso si utilizza “its” per dire che qualcosa appartiene al soggetto neutro.

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3) La doppia negazione

Probabilmente una delle regole più innaturali per chi, come gli italiani, è abituato a doppie negazioni come “non ho fatto niente”, o “non ci è andato nessuno”. In inglese, se la frase ha un’intenzione negativa, il pronome da utilizzare sarà affermativo. Per esempio:

  • She does not buy anything (e non “nothing”)
  • You did not eat anything (e non “nothing”)
  • They do not love anybody (e non “nobody”)

Memorizzate bene questa regola, perché è una delle peggiori storture che possiate fare in inglese!

4) L’uso del Present Perfect Continuous

Volete dire che vivete in un posto da tre anni? O che lavorate da ormai 8 ore di seguito? Non potete dire “I work here for 3 years” e nemmeno “I am working for 8 hours!”. Dovrete invece utilizzare il Present Perfect Continuous, che si ottiene con

Present Perfect del verbo essere + verbo in -ing.

Perciò: “I have been working there for 3 years”. O: “I have been working for 8 hours”.

Attenzione a questo errore perché è davvero molto comune, anche a causa della difficoltà nel memorizzare questa complessa regola grammaticale.

5) Make/Do

Questi due verbi possono apparire commutabili, ma non è così. “Do” è utilizzato per descrivere delle azioni che vengono svolte, “Make”, invece, indica l’atto di creare o generare qualcosa. Ad esempio:

  • I am doing my job
  • She is making a cake

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6) After/Later

Altro errore frequentissimo, che proviene dal tentativo di utilizzare, in inglese, la traduzione di espressioni italiane. “After” indica la successione in una sequenza o in una linea temporale (ad esempio “after midnight”, o “after my homework”), ma non significa “più tardi”. In questo caso dovrete utilizzare “later”: “See you later!”.

7) People is/are

“People” è singolare? È ‘equivalente dell’italiano “gente”? Andrebbe quindi utilizzato il singolare “is”, invece del plurale “are”? Niente affatto! “People” è il plurale di “person”, perciò richiede il verbo al plurale: per esempio “are”!

8) Un po’ di…

Traducendo direttamente l’espressione italiana “un po’ di”, il risultato più naturale sarebbe “a little of”. Ma sarebbe anche il risultato più sbagliato! In inglese dobbiamo infatti utilizzare “some”. Per esempio: “She wants some water” e non “She wants a little of water”.


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