Entra nelle nostre sedi con il Virtual Tour!

Imparare l’inglese può servire a molte cose: a fare nuove amicizie, a mantenere attivo e vigile il proprio sistema nervoso, ad allargare il proprio business o a raggiungere traguardi lavorativi importanti. Nel caso di Maria Vittoria Spissu British School Group ha messo i suoi docenti al servizio di un’impresa davvero alta: quella di una talentuosa storica dell’arte decisa a proseguire i suoi studi. Abbiamo fatto una chiacchierata con Maria Vittoria, che frequenta attualmente la sede di British School Group – Bologna, per chiederle di raccontarci più nel dettaglio un’altra storia targata “British”.

Raccontaci la tua storia con British School Group: ti aspettiamo!

Salve Maria Vittoria, raccontaci qualcosa di te!

Vivo a Bologna dal ’99, ho al momento un assegno di ricerca presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, dove mi sono laureata, ho fatto la Scuola di Specializzazione e poi il Dottorato in Storia dell’Arte Moderna. Ho praticato aikido per diversi anni, mi piace nuotare, fare trekking e per un bel po’ di tempo ho fatto parte di una associazione di fotografi qui a Bologna che si chiama Piccolo Formato. Mi piace studiare le lingue. In passato per motivi di studio ho dovuto familiarizzare velocemente con tedesco e spagnolo, mentre il francese lo studio tuttora. Mi piace, ma è dura, perché credo di non essere davvero portata per lo studio delle lingue, faccio un po’ fatica, ma forse come tutti.

Da quanti anni frequenti British School Group, in quali sedi e con quali risultati?

Frequento la British School Group da due anni. Ho frequentato i corsi di 5° e 6° livello e attualmente il corso di 7° livello. Ho sempre seguito i corsi qui a Bologna. Alla fine di ogni corso i voti/giudizi riportati sono stati “Good” e “Merit”. 

Come è nata l’esigenza di approfondire lo studio dell’inglese?

Finito il Dottorato ho iniziato a partecipare a vari concorsi per borse di studio all’estero. Occorreva sapere scrivere un progetto dettagliato in inglese, e nei bandi si anticipava il fatto che il borsista avrebbe dovuto esprimersi in inglese e condividere momenti di confronto sulle ricerche in corso.

Perché hai scelto British School Group?

Mi aveva senz’altro colpita la possibilità di partecipare agli incontri di conversazione, che sono a frequenza libera ma fortemente consigliati. Mi era piaciuta anche la formula del S.O.S. Help, per cui se durante il corso si ha la sensazione di essere un po’ in affanno si può chiedere al proprio insegnante un aiuto mirato nel caso qualcosa a lezione sia sfuggito. 

Ottenere la certificazione è stato utile per il tuo percorso lavorativo?

Nel mio particolare caso è stato senz’altro utile. Quando ho partecipato al concorso per l’assegno di ricerca poter dichiarare di avere un buon livello di inglese è stato un sollievo, tanto più perché nell’esame era compresa anche una prova di inglese. È sicuramente importante avere una certificazione soprattutto quando si provano dei concorsi all’estero, molti ragazzi nei corsi che ho frequentato avevano in programma di fare un master o cercare lavoro all’estero. Al termine del mio attuale corso farò l’esame per il CAE e sono sicura sarà un bel traguardo. Certamente nel mio ambito lavorativo è importante avere delle pubblicazioni scientifiche ma la conoscenza di una lingua straniera è essenziale e comunque richiesta, credo sia indispensabile per comprendere che il candidato/studioso/ricercatore sia in grado di relazionarsi senza problemi anche al di là di un contesto prettamente locale. Al momento faccio parte di un gruppo di ricerca diretto dalla Columbia University (New York) e credo che sarebbe stato impossibile entrare a farne parte se avessi potuto contare esclusivamente sulle sole conoscenze inerenti la mia materia e un livello non abbastanza alto di inglese.

Quali sono i traguardi più importanti che hai raggiunto grazie all’inglese appreso con British School Group?

Sicuramente quello di poter partecipare a convegni internazionali all’estero e poter presentare il mio intervento in inglese. Solo qualche anno fa parlare per 20 minuti di fila in inglese davanti ad un pubblico così specialistico mi sembrava qualcosa di estremamente difficile. Tanto più che ci si aspetta qualcosa di strutturato, sensato, senza tanti giri di parole ed esitazioni. Ciò che ancor di più mi terrorizzava era il momento del dibattito che di solito segue ogni singolo intervento. È stato davvero entusiasmante per esempio ad un convegno a Berlino riuscire ad esprimere veramente ciò che volevo dire. In quei contesti purtroppo non basta sapere ordinare un panino al bar, ma riuscire per esempio a confezionare periodi ipotetici al passato, esprimere idee in maniera convincente ma anche centrare la sfumatura di significato più adatta. Come anche rispondere in maniera educata e cordiale! Può capitare infatti che ci sia qualche studioso/collega un po’ aggressivo ed egocentrico, con visioni totalmente diverse dalle tue, che ti tempesta di domande o considerazioni, naturalmente in inglese, e lì poter contare sulla tua conoscenza della lingua fa la differenza. 

Cosa ci dici del metodo didattico di British School Group?

È sicuramente coinvolgente. È capitato in passato di studiare inglese su libri noiosi e con prof parecchio noiose. Invece alla British School ricordo che la prima lezione aveva come tema “Are Music ‘Tribes’ A Thing Of The Past?”. L’altro giorno ancora sul libro degli esercizi ho trovato un’intervista ad un fotografo che mi piace molto e che si chiama Martin Parr. Gli insegnanti che ho conosciuto hanno senz’altro un approccio professionale e allo stesso tempo amichevole, nel senso che riescono a metterti a tuo agio. Ci sono dei momenti più intensi, in cui facciamo degli esercizi in classe, ognuno concentrato sul proprio compito, ma anche vari momenti in cui si fanno degli esercizi più “giocosi” in piccoli gruppi. Sicuramente tra i più divertenti ricordo quelli in cui dovevamo inventare delle frasi usando second, third e mixed conditional: le frasi da costruire erano piuttosto complesse ma ognuno poteva inventare le frasi più surreali, spiazzanti e simpatiche. Posso dire inoltre che gli incontri di conversazione sono molto utili, perché durante le lezioni all’interno del corso a volte il tempo scorre veloce e sono tanti gli aspetti da curare, mentre qualche oretta in più al mese di conversazione è l’ideale, specialmente se si è timidi o introversi e a lezione non si prende mai la parola.

 Studiare l’inglese in British School Group è stata anche un’occasione di divertimento? Hai avuto occasione di conoscere persone nuove?

In effetti ci sono stati tanti momenti di divertimento, in particolare abbiamo avuto un insegnante molto divertente, con una memoria formidabile. All’inizio o alla fine della lezione ci intervistava su cosa avessimo fatto nel fine settimana o cosa avevamo intenzione di fare quel pomeriggio. Ciò ci costringeva ad esprimerci al passato e al futuro quasi senza che ce ne accorgessimo. Avevamo anche così la possibilità di parlare un po’ di noi. La cosa divertente era che non si trattava per niente di una vera e propria interrogazione: così facendo aveva la possibilità di conoscerci meglio e di “provocarci” bonariamente, tanto che alla fine più che la tensione per il voler rispondere alla perfezione prevaleva un clima amichevole in cui poter comunicare con più naturalezza le nostre aspirazioni, le nostre opinioni, i nostri progetti (ovviamente in inglese). Frequentare la British School è sicuramente anche un’occasione per incontrare persone nuove, di diverse età e percorsi formativi. Spesso abbiamo come amici o passiamo buona parte del nostro tempo con persone che fanno il nostro stesso lavoro, e questo può essere un po’ limitante, mentre alla British School mi è capitato di avere come compagni di corso: un veterinario, un architetto di giardini, un medico, una ragazza che studia politiche internazionali, un ragazzo che ha studiato economia. Questo contribuisce a far sì che la lezione sia più interessante, perché si hanno una molteplicità di punti di vista. Nel mio primo corso ho fatto inoltre amicizia con delle ragazze davvero simpatiche, durante il corso si scherzava, ci vedevamo spesso anche un po’ prima delle lezioni per fare gli esercizi insieme nella saletta delle riviste. Credo che in generale il clima accogliente della scuola sia determinante nel rendere l’esperienza dell’apprendimento più piacevole.

 Consiglieresti British School Group a qualcun altro?

Consiglierei la British School perché è una scuola seria, dove poter trovare degli insegnanti professionali e gentili. Così sono stati senz’altro quelli che io ho avuto. É una scuola coinvolgente e non seriosa o compassata. Molta attenzione viene riservata al raggiungimento dei risultati, perciò oltre ai libri di testo finirai per avere una vera collezione di fotocopie in più, con tanti altri esercizi e parole e verbi da imparare. È una scuola dove nonostante tu abbia tanti impegni, di studio o di lavoro, praticamente non ti sembrerà né pesante né noioso perfino seguire due corsi intensivi (tre volte a settimana) l’uno di seguito all’altro nel corso dello stesso anno. E questo non capita credo ovunque, perché imparare una lingua nuova è impegnativo e a volte è facile sentirsi scoraggiati e abbandonare, oppure trascinarsi a lezione controvoglia solo perché lo si deve fare. La British School Group è una scuola dove sicuramente potrai imparare tanto, tutto ciò di cui avrai bisogno per raggiungere il livello di conoscenza della lingua che speri, e probabilmente non ti peserà andarci, nemmeno quando fuori la giornata è grigia o di senti un po’ giù. Se proprio devo trovare un difetto, che però è in realtà più un mio personale desiderio, ecco mi piacerebbe che oltre alle serate di conversazione si potesse organizzare qualcosa per migliorare il listening, per esempio una sorta di cineforum una volta al mese. C’è da dire comunque che alla British School Group c’è un’intera parete di DVD in lingua originale, che si possono prendere in prestito liberamente e ognuno di noi a casa può guardare tutti i film che vuole per i fatti propri, però sarebbe bello se una serata al mese potessimo farlo insieme: più che altro così potremmo riuscire a sottrarci alla tentazione di inserire i sottotitoli in italiano!

E ora perché non fate un tuffo virtuale in una delle nostre sedi? Ecco Tom, uno dei nostri docenti. Siamo certi che la sua simpatia e la sua bravura vi conquisteranno!